venerdì, 24 settembre 2004
Today I am A small blue thing Like a marble Or an eye
With my knees against my mouth I am perfectly round I am watching you
I am cold against your skin You are perfectly reflected I am lost inside your pocket I am lost against your fingers I am falling down the stairs I am skipping on the sidewalk I am thrown against the sky I am raining down in pieces I am scattering like light Scattering like light Scattering like light
Today I am A small blue thing Made of china Made of glass I am cool and smooth and curious I never blink I am turning in your hand Turning in your hand Small blue thing
Capelli bagnati raccolti nell'ascciugamano, la pelle ammorbidita e profumata da una mascarilla che racchiude ricordi di un sogno vissuto. Ricordi di un qualcosa che non si può definire nè reale nè immaginario. Qualcosa che vive nei pensieri lacerando il presente e addolcendo il passato come zucchero filato appiccicato sulle labbra socchiuse in attesa del tuo respiro. Mi trovo inun limbo di emozioni, attendo il nulla, sospirando tanto profondamente che sento i miei polmoni gonfiarsi fino a bloccare un cuore debole e un'anima irrobustita da cicatrici. E mentre qesta canzone suona i miei capelli gocciolano lacrime ghiacciate come il vento che è salito questa sera. La bicicletta impolverata aspetta di essere resuscitata dal suo sepolcro sotterraneo per attraversare una città al risveglio. penserò, pedalata dopo pedalata. Quanto tempo si può passare a riflettere? quanto tempo si deve trascorrere a riflettere? Today I am A small blue thing.
Non ne posso più di questo prurito!
giovedì, 23 settembre 2004
. : Solo come il vagone vuoto di un treno, come un volto pensieroso, come un volto triste, come un essere addormentato. Nell'apparenza, nell'irrealtà. Come delle note sfuggite dalla mente. solo.
Mi fa male la testa. Mi manca la pace. Quando l'o persa? dove? Ora la rivoglio ad ogni costo.
Contestiamo...
Ma qui stiamo andando fuori di testa!
mercoledì, 22 settembre 2004
. : in movimento...
. : la vaca azul : .
Nausea e gola serrata trai barcollamenti confusi con l'ondulante andatura di un motorino incidentato. Credevo che qualcosa sarebbe proseguito diversamente. Credo di essermi trovata ad uun traguardo. e ho contato 1,2,3,....pensieri e parallelismi e io continuavo a contare...20,21,22...e poi le mani strette su un telefono e, prima che io ricominciassi a contare, di nuovo quella voce. Poi ho perso il conto. Una notte senza sogni e senza un vero e proprio risveglio. Ora potrei essere al la vaca azul, col menu in mano fingendo di scegliere ma già sapendo cosa prendere; alzando timidamente gli occhi per scrutare le reazioni della mia pace ricoperta solo da un pareo rosso e pelle abbronzata. Potrei essere in qualsiasi posto perchè non sono qui. Ovunque, fingendo di non avere vita.
martedì, 21 settembre 2004
. : assenza_consenso : .
Schiaccio formiche. Non una alla volta, i miei occhi non riescono a distinguerle una ad una così ne distruggo a manciate. Formiche tutte ugali, innocue forse, ma ora più fastidiose di mosche ronzanti. Dicono che farsi belli per se stessi sia una forma di amor proprio. Non so quanto amor_prorpio io possa possedere ma vorrei che la mia pelle morbida e profumata venisse accarezzata e annusata. Se chiudo gli occhi vedo quelle mani che si avvicinano, quella bocca che assapora. Vedo ma non sento. Amarezza. Come inchiostro sulle labbra, quell'inchiostro con cui ho scritto troppo o troppo poco. 1801 per ora. per oggi.
Ho finito? SI, NO
. : tempo : . Ho bisogno di prendermi tempo...dall'esibizionismo...dalle delusioni.
lunedì, 20 settembre 2004
Sono un animale selvatico. Cambierò, riuscirò a quietare gli istinti. Prima o poi.
. : perle di in_soddisfazione : .
Insoddisfazioni quotidiane...perline infilate attimo dopo attimo in una collana che racconta tutto quello che poteva assumere un aspetto differente. Una lessssione che poteva essere più coinvolgente, uno studio non troppo soddisfacente e minuti mangiati e ingurgitati da una bocca anonima. Questo è il bilancio del mio lunedi. Mentre archivio questo inizio penso a quelle novità che desidero, a nuove sfaccettatture per il mio essere, a nuovi volti...alla mia macchina che andrebbe pulita per bene, al mio gatto troppo lontano per poter infilare la mano nel suo morbido mantello; al mio frigorifero riempito di frutta e verdura; allo yogurt che sono uscita a comprare ma che ho dimenticato di mettere nel cestino insieme alle altre provviste e di cui, ora, sono priva. E? Alle banalità che sto scrivedo tanto per passare il tempo e riempire uno spazio quasi dimenticato, almeno da me.
Ma le foglie ingiallite e colorate d'autunno quando arrivano? Io ho una giacca bianca che aspetta i primi freddi...
Macchecavolostodicendo?
edit: post contro il pignucolio anti-vita per attirare l'attenzione e suscitare interesse in questo mondo_blog ormai tutto uguale, ristampato in copie assolutamente identiche l'una tra le altre. (con qualche eccezione sacra e inviolabile) Contro la disperazione ricercata nella tranquilllità. Un posto contro i banditori di sorrisi. Un post di scazzo quotidiano sorridente e rilassato. Un post a favore di chi tocca il fondo, racconta o meno la disperazione e poi ricomincia a fare casino.
. : s v e g l i a : .
Maledetta. Sta mattina ha suonato per sveglairmi. Fine della settimana di relax. Stamane serve anche un caffè doppio!
sabato, 18 settembre 2004

Stanotte a occhi socchiusi, a cavallo del sonno mi sono ritrovata qui. Pochi ricordi di un paese colorato. Burano.
giovedì, 09 settembre 2004
La notte amplifica tutto. Ogni gesto, ogni suono. Gli incubi si sciolgono su di me lasciandomi un petto palpitante e un respiro mozzato in gola. Le immagini nella mia mente sono agghiaccainti. Sono tristezza disarmante, amore disperato e violenza senza fiato. Ho paura.
mercoledì, 08 settembre 2004
Chiedo anche io...sbaglio e forse ricatto. Ma mi sento soffocare. ora. sono il mio stesso cuscino dove affondare il viso per smettere di respirare. Lascio trapassare, mi lascio trapassare da stupidi ricatti. Il piacere sempre legato al dovere, i compiti prima di uscire a giocare. La bambina che non combina nulla. Le corde strette attorno ai miei polsi. Il tutto senza ascoltare, senza fermarsi a cercare quello che provo. Fantasmi del passato che pretendono di diventare reali dopo una lunga latitanza. Un nodo fermo in gola che alimenta le mie insicurezze invece di districarle lasciandomi libera di volare con delle ali che non possiedo. E pensare che basterebbe uan carezza. Da una vita...mi sarebbe bastata una carezza per disttruggere un po' di tristezza. Ma inginocchiati nelle proprie sofferenzze non arriva mai nulla. cane rabbioso. Sono io che scaccio tutto e tutti? sono quella sbagliata?
Ho i piedi freddi...
martedì, 07 settembre 2004
Dopo la nottata terrificante alle prese con un immaginario rapinatore, stamattina mi mancava giusto l'invasione delle formiche e l'uscita a getto del caffè dalla caffettiera.
cominciamo bene direi! Inoltre nn riesco neanche a costruire una frase in una lingua che si avicini all'italiano...lasciamo perdere...
lunedì, 06 settembre 2004
Una lesione di step non troppo soddisfacente e qualche foglia di insalata mal condita per tappare il buco allo stomaco anche se non credo sia dato dalla fame.
Le cose possono cambiare? Forse si o probabilemnte no e tutto è un ilusione. Forse tutto sta andando alla perfezione...forse. Forse il concetto di perfezione è solo un astrattismo plasmabile a piacimento. Ma piacimento di chi?
Qualcuno dice che ho sempre il viso triste. Ma quanto conta qualcuno? E se io fossi la persona più felice del mondo ma fingessi di essere triste? E se, invece, fingessi di essere felice continuando a sentire un vuoto colorato di rosso?
Quello che si ripete ci da l'opportunità di migliorarlo o sfruttarlo. Ma per quanto e cosa si ripeterà ancora?
Risposte.
"I'm sick and tired Of always being sick and tired"
Ho voglia di andare in palestra...
domenica, 05 settembre 2004
. : postumi : .
Tornare a casa con gli occhi tanto gonfi da non tenerli aperti. Aspettare che i lividi scompaiono e sperare che si portino dietro il ricordo di quello che è stato ma che non avrebbe dovuto esserci. Ascoltare una canzone senza neanche più riuscire e piangere e inghiottire faticosamente per non soffocare. A volte bisogna lasciar perdere, a volte bisogna sperare nel meglio, convicersi che quello che è successo ce lo si è meritati ma che tutto tornerà ad essere normale. A volte bisogna fingere di non vedere il confine tra verità e bugia e a volte bisogna smettere di chiedere e insistere. A volte bisogna mettersi da parte per costruire un po' di felicità da spezzare tra due corpi abbracciati teneramente nelle lacrime. Altre volte bisogna convincersi di essere speciali indipendentemente da tutti e lasciare semplici graffi al posto di tagli profondi. Ma a volte penso ad un modo più semplice per non essere forte e abbandonarmi. E mentre tutto questo accade mi chiedo se ci sarà mai una vita, in questa vita, fatta di giorni sereni e di pace. Mi manca l'aria calda dell'estate, la sabbia bollente sotto i piedi e un'esclusione dal mondo come quella che ha portato solo sorrisi. Forse non sappiamo vivere in quella vita che ci siamo creati unendoci, troppe incongruenze per respirare regolarmente ma troppo amore per rompere tuttto senza smettere veramente di riempire i nostri polmoni. Ma tutte queste sono solo parole che lasciano il tempo che trovano. Paole scritte non di certo per una massa di stupidi curiosi impertinenti che, ad accezione di pochi, cancellerei da questo universo di sensazioni. Ognuno paga le proprie colpe prima o poi, l'importante è imparare a non pagare quelle degli altri.
sabato, 04 settembre 2004
E stavolta sono io che conto pur non conoscendo nessuna ninna nanna della dolce morte. Altrimenti sarebbe una strage. conto ma non pare funzionare. Forse una camomilla...ah dimenticavo, io odio la camomilla. Allora un po' di goccine, quel tanto che mi basti per calmarmi senza rincoglionirmi. Ho tempo, tempo per scrollarmi di dosso quest'odio per il mondo. E io conto anche se solo per non sputare veleno a tutte le persone che sento, incontro o mi passano per la mente. Chissà se arriveranno quelle vendette che cercano un deposito nella mia mente per non essere dimenticate? Cattiva, forse si...istintivamente cattiva. Mentre il mio stomaco si contorce sotto la rabbia sfumata di odio che provo qualche cosa mi dice di riprendermi la mia ragione, di far finta di nulla. Arriva il tempo per tutto. Ora voglio solo starmene in pace.
. : inganni mattutini : .
Il caffè mi aveva promesso che sarei riuscita a sveglirami per concludere qulacosa. non l'ha fatto. Bugiardo. Occhi semichiusi e andamento barcollante....ma tanto devo stare seduta ad una scrivania. Cappuccino schiumoso, quello si che è una carezza al risveglio. Risveglio da sonni brevi ma da sogni piacevoli e intriganti. E ora inizia la corsa quotidiana, più veloce che posso, più inteso per poter rosicchiare come un tarlo fastidioso un po' di quel tempo che il suo dio custodisce tanto avidamanete. Un po' di tempo per noi prima di una cena per cui, ahimè, non so ancora che indossare. Forse un pezzetto di pomeriggio riesco a staccarlo e portarmelo via e chissà che tu possa rubarne altrettatno dal tuo indaffarato programma di riposo fine settimanale guadagnato. Magari sceglierai il mio abito e io sarò bella per te.
venerdì, 03 settembre 2004
. : siamo qui : .
Questa è la città e il sole non coccola nè riscalda ma rende solo l'aria appiccicosa. Questa è milano e i sorrisi si spengono tra il lavoro e lo studio lasciando solo posto alla fatica e alla svogliatezza di vivere qualcosa di tanto freneticamente contoro. Questo è un incubo in attesa di una vacanza. Solo che non si vive in vacanza, questa è la nostra vita. Allora serve una soluzione, serve un po' di allegria, un po' di felicità raschiata a costo di distruggerci le mani fino a farle sanguinare per ottenerla. Servono sorrisi che richiamino sorrisi in una sorta di contagio; serve la voglia per le cose piacevoli affinchè richiami pazienza per quelle noiose o faticose. Non viviamo in una spiaggia ventosa e assolata con acqua fresca e onde alte. purtroppo.
E io sono sempre qui. per te. tra un boschetto innevato e una spiaggia dalla sabbia bianca. tra le mura di casa mia e quelle di casa tua. tra le città trafficate e il parco in pausa pranzo. per te.
giovedì, 02 settembre 2004
Il motorino mezzo rotto. Qulache soldo in meno nel portafoglio. Un paio di punti in meno su un pezzo di plastica che conta quanto la distanza che ci divide. Ed ecco quello che mi rimane a conti fatti: qualche pagine in più da studiare, un po' di tempo in meno, molta ovlgia di sfogarmi, qualche ora di palestra e molta stanchezza che non potrò relegare tra corperte sciupate dalla notte.
"Chiedi chi è!" "chi è?" "sono io apri, è mezz'ora che sei allo spioncino"
Troppi penieri, rischio di non trovare appiglio per uscirne. Sospiro...devo sospirarre? vedo labbra socchiuse e sorrisi incerti. Non credo di stare benissimo.
mercoledì, 01 settembre 2004
Tristi e pensierose. Chiuse tra pensieri opprimenti, tra frequenze alterate e sogni persi aprendo gli occhi. Con lo stomaco che si contorce, con una mente dai comandi confusi. Con canzoni e parole senza tempo e le mani coperte di sangue per un taglio minuscolo ma importante. Sto aspettando troppe cose pur conoscendo il rischio dell'aspettativa e dell'azzardo. Forse è ora di chiudere la porta per un po'. Basteranno anche pochi attimi. Aspetto viste. Aspetto la mia compagnia. Aspetto che il mio aiuto giunga in mio soccorso. Lenzuola pulite in una stanza profumata accoglieranno solo il mio corpo.
Quanti errori annegati in un bicchiere mezzo vuoto. Quanti sprechi abbandnati in discariche di azioni non compiute o solo errate. Dai rapporti non sfruttati a quelli consumati. Eppure entrambe le possibilità portano a sofferenza. C'è chi ne paga le conseguenze e chi si lascia strascichi viscidi dietro alle spalle.Ci sono cose che vorrei scordare e altre che scordo senza desiderarlo per poi svegliarmi, ammantata di terrore, da un sonno di cui non ricordo l'inizio. Ora mi rendo conto che queste mura fredde e silenziose sono la mia possibilità di stare bene con me stessa. Ho temuto la solitudine per anni, anche quando l'ho cavalcata scegliendo di andarmene verso notti silenziose, verso rientri a casa senza nessuno che chiedesse "com'è andata", senza un bacio della buona notte o solo un cenno. Non ho nulla di tutto questo, ma non è la presenza o l'assenza di questi gesti che costituiscono la solitudine o la compagnia. Tanto il vuoto non si colma con accortezze altrui. E ora lecco quelle ferite autoinferte che mi hanno riportato su un filo alto su cui camminare implorando il mio equilibrio precario di non abbandonarmi. Sono un equilibrista che alterna numeri ad occhi bendati ad altri dove ostentare una sicurezza la cui solidità è come un miraggio in mezzo al deserto. Ora si respira profondamente. Ora ci sono cose di cui preoccuparmi e silenzi da rispettare senza timore e senza fretta. Quello che conta rimabalza sempre per poi tornare nelle nostre mani. Ma a volte le cose care spariscono. Le persone muoiono o scompaiono in un buio che cerchiamo di riempire di non_ricordi per soffrirne di meno. Forse dovrei imparare un po' meglio il significato di rispetto, forse qualcun'altro dovrebbe comprenderlo e capire che ci sono miglioni di gesti che lo rivelano. "Now what would you have me do I ask you please? i wait to hear your voice, the word, you say. i wait to see your sign would i obey?" Ci sono parole che non c'entrano nulla e parole che cambiano per dire sempre il medesimo concetto. Solo che a volte non ci accorgiamo che le cose cambiano, solo che a volte non riusciamo a far comprendere il cambiamento a chi attende di viverlo con noi. A volte siamo stupidi e egoisti nelle nostre paure. Mentre le onde infrangono la nostra lontananza qualcosa di noi vola verso nuove risorse per costruire nuove barriere, per ricominciare un circolo vizioso che non ha ragione di esistere. Al mondo serve tempo, a te serve tempo, a me serve tempo. Qualcuno ce lo ruba. Questa volta sarò io a lasciarne quanto ne possa servire.
. : che sia stata la ciambella? : .
Come posso tenere i miei occhi aperti, mentre l'unica cosa che desidererei in questo momento è accartocciarmi sotto le lenzuola con la finestra aperta e l'aria fresca che penetra e si diffonde tutt'attorno? Dev'esserci un segreto custodito da tutti quegli spettri viventi che si incontrano la mattina presto al bar, quei mostri che sorridono e sprizzano vitalità ancora prima di ingurgitare un caffè macchiato caldo. La sera mi ha lasciato due ore di palestra e nulla nello stomaco. Un nulla colmato stamattina da una dolce ciambella ricoperta di grani di zucchero. Ogni granello è un ricordo e il sapore è lo stesso di quelle colazioni delle mie vacanze di una volta, quando avevo tre o forse quattro anni, quando sorridevo sempre. Nonostante questo mi sento riposata, quasi in forma ma certamente i miei frammenti di serenità si sono ricomposti in un cristallo che rimarrà intatto per un po' prima di polverizzarsi tra le mie mani. Autorigenerazione.
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